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PROPOSTE PER UNA BLUE ECONOMY

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L’uomo industrializzato con un abuso incondizionato delle risorse territoriali, energetiche e naturali, con un non responsabile uso della tecnologia, sta pericolosamente interferendo con i meccanismi di funzionamento dei processi naturali ossia i cicli globali bio-geo-chimici e i flussi di energia che attraversano la biosfera, minacciando seriamente il suo futuro sulla terra.
Il rapido aumento delle dimensioni totali e della densità locale della popolazione umana, verificatasi in seguito alla rivoluzione industriale, unita al sempre crescente potere della specie umana di modificare il suo ambiente, ha iniziato a cambiare pesantemente il quadro.
La capacità della terra di sostenerci in modo dignitoso per tutti, dipenderà dalla nostra capacità di autocorrezione, per riportare lo sviluppo da un sentiero di insostenibilità, quale quello attuale, ad uno di sostenibilità; attraverso uno sviluppo consapevole, che tenga conto dei nostri limiti di specie e sia rispettoso della natura e quindi riproducibile nel tempo.
INDUSTRIA:
La revisione dell’attuale ciclo industriale va assimilato il più possibile ad un ciclo ecologico naturale; una revisione attraverso cui le imprese potranno migliorare l’efficienza interna e avere un impatto quasi nullo sull’ambiente circostante (ad esempio rigenerare i rifiuti prodotti, riutilizzando i materiali di scarto) secondo i principi della Blue Economy costituisce da parte delle aziende un passo importante verso il miglioramento dei cicli produttivi industriali.
CITTA':
Occorre rendere le città ecologicamente compatibili; esse attualmente costituiscono dei centri altamente dissipativi, in cui vi sono un uso irrazionale di energia e di materiali, una sempre più evidente degradazione dell’ambiente ed in generale della qualità della vita.
Contabilità ambientale:
Bisogna effettuare una contabilità ambientale ed integrare questa con la contabilità economica; attualmente un paese può dissipare risorse naturali e degradare il proprio ambiente senza che ciò risulti dal bilancio patrimoniale nazionale. Ciò avviene in quanto l’attuale sistema economico si considera illusoriamente indipendente dal sistema ecologico da cui, però, trae energia e materie prime.
CONTROLLO DELLE APPLICAZIONI TECNOLOGICHE NELLE DIVERSE ATTIVITA' UMANE:
Mentre lo studio delle leggi fondamentali della natura, ossia la scienza non può essere in rapporto conflittuale con la natura, la tecnologia e la tecnoscienza possono essere usate per la vita o contro di essa; per cui non tutto ciò che è tecnicamente possibile deve essere considerato moralmente lecito. Oggi più che mai s’impone la necessità di un agire etico il cui fine sia il bene dell’uomo e del suo ambiente, acquisire la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie responsabilità; capire che le speranze di un futuro sostenibile sono affidate all’evoluzione delle istituzioni ma soprattutto ad un mutamento generalizzato del modo di vivere; è quindi fondamentale la diffusione di una profonda cultura etico-ambientale, che ponga i propri accenti sui valori del rispetto e della responsabilità, non solo nei confronti dell’uomo ma di tutto l’ecosistema terrestre.
Un’opportunità è rappresentata dal raggruppamento ecologico delle industrie: costruire una rete tra i distretti produttivi esistenti oggi in Italia secondo il modello organizzativo “Zeri” a vantaggio della produttività e della sostenibilità ecologica dell’intero raggruppamento, significherebbe creare altro lavoro e capitale sociale.
Un esempio concreto in Europa e nel Mediterraneo è quello che la Sicilia ha costruito, in questi ultimi anni nel settore della pesca, un modello di sviluppo economico e sociale ispirato ai principi della Blue Economy con il Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo (TP) e il Consorzio di Valorizzazione del Pescato (COSVAP). Oggi il Distretto è costituito da 134 Imprese; oltre 2200 Occupati; 46 Enti, Associazioni, Università, Centri di Ricerca e Cultura; oltre 265 Milioni di Euro di fatturato; oltre 60 Milioni di Euro di export. Lo scorso 30 gennaio presso i locali del Centro di Competenza Distrettuale c’è stata la presentazione ai soci dei 10 laboratori del Centro di Certificazione e Prova e dei servizi offerti alle aziende nell’ambito del Progetto “Nuove Rotte Blue Economy” - Linea d’intervento 5.1.1.
CONSUMO CONSAPEVOLE:
Per contenere gli attuali modelli di consumo è necessario aumentare la consapevolezza dei consumatori, garantendo l'accesso ad una conoscenza adeguata che permette alle persone di divenire, essere attori del cambiamento verso la sostenibilità.
La sfida per la sostenibilità per i governi, per la politica è quella di affrontare in modo innovativo la strada verso nuovi e più adeguati modelli di produzione e di consumo e la Blue Economy rappresenta una risposta alla crisi per la creazione di lavoro e capitale sociale.